L'impossibilità di curarsi in carcere
La redazione di CarteBollate
Casa di reclusione di Milano-Bollate
G. L., 63 anni: "Sono diabetico e laringectomizzato, mi spetterebbe il piantone fisso, ma Faccio regolarmente, tre volte al giorno, l'insulina, per un totale di 52 unità. è dal 15 marzo che chiedo di vedere un diabetologo e sempre per il diabete avrei bisogno di vedere un ortopedico e un oculista, ma senza risultati. Allora ho chiesto di poter vedere un diabetologo anche a mie spese e sembra che ce ne sia la possibilità se a contattarlo sono i familiari fuori, ma se, metti caso, dovessi essere solo?".
A. G. 30 anni: "Soffro di crisi epilettiche dalla nascita e mi funziona solo un polmone a causa di una sparatoria. Appena arrivato qui mi hanno sospeso la terapia perché dalle cartelle cliniche non risultava niente e non hanno creduto alle mie parole e perché mi hanno detto chiaramente che non avevano soldi per farmi continuare la cura (le pastiglie costano 1.500.000 di vecchie lire alla scatola). Inizialmente mi avevano messo in reparto, ma poi sotto richiesta del dirigente sanitario sono stato trasferito in infermeria. Ho aspettato un mese la visita specialistica perché non si fidavano del mio medico e lui ha confermato tutto. Ho aspettato altri quindici giorni prima di firmare la delega per inviare gli agenti della scorta a comprare le pastiglie a mie spese. Questa sospensione improvvisa della cura ha avuto degli effetti collaterali; al momento della ripresa stavo male, ho avuto la febbre alta".
C. A., 59 anni: "Mi hanno diagnosticato un tumore ai polmoni, avrei dovuto fare le lastre tra due mesi per vedere se la macchia si sta allargando, ma la radiologia di Bollate è stata bloccata per mancanza di fondi e chi sa quanto ci vorrà ora prima di riuscire a farla. Dovrei anche fare degli aerosol ma mi hanno detto che non ci sono i soldi per le fiale".
Fonte: Pubblicata su Vita il 26 ottobre 2003 a cura di Ornella Favero