Grave intimidazione a Francesco Cirillo, ambientalista e giornalista militante
5 gennaio 2002

È stato solo il caso che, oggi 5 gennaio 2002, ha fatto ritrovare al nostro militante Francesco Cirillo una microspia posta nel vano motore della sua auto. La microspia alimentata dalla stessa batteria dell'auto era stata collegata con una serie di cavi , alla fine dei quali vi era un potentissimo microfono direzionale.
Riteniamo la cosa di una gravità assoluta e protestiamo fermamente per questo atto di intimidazione verso un nostro compagno da sempre impegnato nelle inchieste giornalistiche nel tirreno cosentino e nella Calabria , nel quotidiano nel quale lavora da anni, ma anche militante ambientalista da anni in prima fila in battaglie che lo hanno visto con noi, contro gli inceneritori a Bisignano e nel Savuto, contro l'elettrodotto e contro le speculazioni edilizie nel Parco del Pollino e sulla costa tirrenica.
Riteniamo che sia grave che qualche magistrato si stia impegnando in tempo ed in danaro a seguire, pedinare, ascoltare, un cittadino che ha sempre fatto pubblica attività sia politica che sociale, mentre mafiosi, camorristi, speculatori,usurai, continuano in tutta la Calabria liberamente ed indisturbati le proprie attività criminogene.
Che si faccia luce sull'episodio e si chiarisca definitivamente le intenzioni che si hanno sulle attività ambientaliste di Francesco Cirillo.
Non sopporteremmo altre provocazioni e non sopporteremmo inoltre che le attività dirette alla salute dei cittadini ed alla difesa dell'ambiente vengano criminalizzate da chi vede distortamente le lotte giuste che ogni cittadino deve intraprendere in mancanza di un diretto coinvolgimento delle istituzioni.

Comitato difesa ambiente/sinistra verde
Diamante

Fonte: comunicato diffuso da "grilloparlante" <cirillogrillo@libero.it> il 5 gennaio 2002

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Ancora spie in casa

Francesco Cirillo

15 gennaio 2004

Dopo il ritrovamento delle microspie in casa e quelle nella mia auto ecco le microspie nel computer. Non so come sia potuto succedere. Forse sono di nuovo entrati in casa mia quando ero fuori Diamante (cs) ( hanno copie della prima volta che sono entrati o se ne possono essere fatte di nuove- hanno a disposizione esperti serraturieri) o forse hanno potuto fare tutto attraverso il computer, fatto sta che improvvisamente il mio computer ha cominciato a dare i numeri, e cioè si accendeva senza che io facessi nulla ed allo squillo del telefono ! Dopo un paio di giorni di questa stranezza ecco che il computer si imballa e non si accende più. Vado da un tecnico che scopre:
1) nella menoria Bios trova un programmino, una specie di dialer, ma non si capisce cosa ci faccia lì dentro e chi possa avercelo messo dal momento che io non l'ho fatto e poi a che scopo...
2) il programma anti dialer che ho scaricato dal sito di Beha va in contrasto con questo dialer e fa andare in tilt il computer, ecco perchè si accendeva cosa che non avrebeb dovuto fare. Tolto questo dialer, ecco che il computer ritorna tutto come prima come se niente fosse avvenuto. Il dialer evidentemente serviva ad attivare il computer in mia assenza e far entrare dentro il computer il controllo spia, ma qualcosa non ha funzionato.
Non vi meravigliate dell'inefficenza dei servizi nei nostri controlli, hanno fatto tante di quelle fesserie che ci saerbbe da riderci sopra e se andate sul sito www.sciroccorosso.org nella pagina Operazione grillo vedrete quante cazzate hanno combinato.

Cosa fare ?
mettere una password al computer è già creare una difficoltà per i servizi . Mettere un allarme buono in casa sarebbe un altra cosa buona , per il resto... usare il computer solo per scrivere di Lory, di Francica e via di questo passo! Auguri a tutti, io intanto nonostante questi controlli "interni" continuo a firmare ogni giorno dai carabinieri dalle 12 alle 13 e non mi autorizzano a nessuna escursione esterna superiore alle 12 ore !


Fonte: messaggio del 15 gennaio 2004 di "grilloparlante" alla mailing list movimento@ecn.org