Il software di guerra
C'è chi fa affari con il Pentagono
di Franco Carlini
Pubblicato sul quotidiano il manifesto del 2 marzo 2003

Per molti il terrorismo e le guerre sono un incubo, per alcuni una straordinaria occasione di affari, non solo fabbricando bombe e apparati elettronici, ma anche vendendo software evoluto al Pentagono. È il caso di una piccola società californiana con sede a Sunnyvale e chiamata Inxight Software. La sua specialità è il «data mining», ovvero lo scavo nelle grandi montagne di bit che le aziende e gli stati accumulano, vere miniere di informazioni, solo che si sappia estrarre quelle giuste. È un settore fiorente anche se poco conosciuto dell'informatica che promette alle imprese (spesso con ottimismo eccessivo) di essere in grado di far emergere tendenze, andamenti e fenomeni nascosti dai miliardi di dati che si accumulano nel corso dell'attività ordinaria: se una casa di caramelle si accorge con grande anticipo sulla concorrenza che i gusti dei consumatori si vanno spostando verso i bon bon di anice, potrà sfruttare tempestivamente quel fenomeno emergente. Ma dopo l'11 settembre il governo americano ha ben altre esigenze: venne allora dimostrato che molti indizi sparsi sulle attività terroristiche erano effettivamente a disposizione dei diversi servizi investigativi, ma che nessuno era stato in grado di mettere insieme i pezzi. Non solo: alle già intense attività di ascolto e monitoraggio, le nuove leggi «patriottiche» varate dall'amministrazione Bush ne andavano aggiungendo di nuove - e assai controverse dal punto di vista della privacy e dei diritti civili. In ogni caso tanta raccolta di dati non serve a nulla se non si è in grado di interpretarli, portando in superficie le poche informazioni davvero utili e cruciali. La Inxight Software, già contrattista del Pentagono, opera proprio in questo settore e ha appena annunciato ottime prospettive per i propri bilanci. I suoi programmi, viene spiegato, sono capaci di leggere e scavare nelle comunicazioni elettroniche che si svolgono sul web, nelle Intranet, nei Newsgroup e nella posta elettronica. Per ogni documento crea una sorta di meta-testo, generando automaticamente un riassunto (abstract), ed evidenziando le parole chiave. Il tutto in 23 linguaggi. In sostanza è un motore di ricerca specializzato (e militarizzato) per uso esclusivo degli investigatori, che agisce sia sui materiali pubblici che sui molti intercettati nell'etere e nella rete dai Grandi Orecchi attivati e potenziati nell'ultimo anno.