Non solo le dittature ostacolano la libertà di comunicazione, ma dopo l'11 settembre anche le democrazie.
Il rapporto di Reporters sans frontières
La ''guerra al terrorismo'' ha fornito carta bianca ai governi per reprimere
il dissenso telematico
"Un anno dopo i tragici avvenimenti di New York e di Washington, la constatazione
è agghiacciante: la crociata antiterroristica e gli incidenti di percorso
che ha generato nel corso di questi ultimi 12 mesi, ha di fatto messo Internet
sotto il controllo dei servizi di sicurezza - sottolinea Robert Ménard,
segretario generale di Reporters sans frontières - La Rete può
tranquillamente essere inserita nella lista dei "danni collaterali"
provocati dalla deriva securitaria generalizzata. Le libertà digitali
fondamentali sono state innegabilmente amputate".
"La situazione è preoccupante perché, oltre ai paesi nemici della libertà di espressione, Internet deve ormai fare i conti con una nuova minaccia sferrata dalle democrazie occidentali", precisa Robert Ménard.
Pensavo di dover trovare le giuste parole per annuniciare la fine della democrazia in Internet ma non ne ho avuto bisogno. Le parole del segretario generale di Reporter senza frontiere non hanno bisogno di commenti. La posizione di Internet è quella del famoso vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro. Non importa di quale governo di tratti, ormai siamo allo stupro delle libertà di comunicare e scrivere le proprie opioni e al declino della privacy.
Ma non solo RSF è allarmata sulla situazione
Anche Freedom House e Amnesty International denunciano arresti e persecuzioni
di ''cyber-dissidenti'' in Cina e Vietnam.
"...l'ultimo rapporto dell'associazione americana "Freedom House",
evidenzia un allarme rosso per internet in Paesi come l'Azerbaijan, la Bielorussia,
la Birmania, Cuba, l'Iran, l'Iraq, il Kurdistan, l'Arabia Saudita, la Siria,
l'Uzbekistan, e il Vietnam. Per poter navigare serve o un permesso speciale,
o un accesso regolarizzato, con tanto di provider imposti e controllati. Ai
raggi X. E da queste parti non si scherza: chi deroga rischia pene molto severe".
(http://news2000.libero.it/editoriali/1517.jhtml)
In Cina esiste anche la possibilità di essere condannati a morte nel caso si venga accusati di aver utilizzato internet per divulgare "segreti di stato". Amnesty International denuncia come nella Repubblica Popolare Cinese vi siano almeno 33 detenuti per reati relativi all'uso di Internet. Fra questi cyber dissidenti vi sono veri e propri dissidenti politici che utilizzavano internet per contattare siti cinesi di opposizione e anche aderenti alla setta Falun Gong ormai di fuorilegge.
Grande scalpore ha suscitato la condanna a quattro anni di carcere inflitta dal governo del Viet Nam a Le Chi Quang per "crimine d'opposizione allo Stato della Repubblica socialista del Vietnam", consistito nell'aver espresso critiche nei confronti del regime.
Fra l'altro la Cina sta dimostrando di essere un mercato enorme e in rapida espansione anche per Internet il che ovviamente addolcisce parecchio la posizione per esempio dei motori di ricerca ai quali il governo di Pechino chiede arbitrarie censure nei confronti di migliaia di siti considerati pericolosi creando così una navigazione controllata e censurata.
Ma problemi di controllo sulla libera navigazione e comunicazione via Internet si riscontrano anche in USA, specie dopo l'11 settembre. L'occidente ha colto la ventata della "lotta al terrorismo" per attaccare le libertà di comunicare. Gli Stati-Uniti, la Gran-Bretagna, la Francia, la Germania, la Spagna, l'Italia, la Danimarca, il Parlamento europeo, il Consiglio d'Europa e il G8, secondo sempre RSF, stanno sferrando attacchi alle libertà digitali.
Sempre secondo RSF sarebbero quarantacinque gli Stati dove la libera circolazione delle notizie via internet viene ostacolata.
Una descrizione della situazione planetaria viene data da Laura Bogliolo sul suo sito "Il coraggio di informare".
Internet si è rivelata un grande amplificatore delle potenzialità di tramissione delle informazioni e delle idee ma purtroppo è arrivata al momento del declino delle libertà democratiche anche laddove queste avevano diciamo attecchito magari in parte. Lo sbriciolamento della Pace determinato prima dai conflitti "eterni" in zone del sottosviluppo si è allargato all'occidente tramite il cosidetto terrorismo al quale l'unica risposta decisa dai governi "evoluti" sembra sia quella della repressione con tutti i mezzi. Ecco allora che prima ancora della guerra combattuta arriva come sempre la guerra dell'informazione e Internet è come la biblioteca di Sarajevo durante l'assedio, la prima a essere colpita.