Scritte anarchiche sul muro dell'ambasciata USA di Mosca.
Ieri sera un gruppo di anarchici ha scritto a grandi lettere sul muro dell'ambasciata
USA di Mosca "JEFF LUERS LIBERO!" per protestare contro la "giustizia"
imperialista e supportare moralmente il loro compagno Jeff Luers. Tutti i partecipanti
all'azione sono riusciti a svignarsela dando scacco alla sicurezza di uno degli
edifici più controllati di Mosca. A giugno il nostro amico Jeff "Free"
Luers, ingabbiato dallo stato degli USA, ha iniziato il suo quinto anno di prigionia.
Condannato a 22 anni e 8 mesi per avere dato fuoco a 3 Sport Utility Vehicles
(SUVs), dei mezzi di trasporto particolarmente inquinanti, presso la concessionaria
Romania Chevrolet di Eugene, Jeff ha continuato ad essere attivo anche in prigione
e a lottare con le sue parole e i suoi suggerimenti.
Jeff decise di bruciare queste tre macchine in segno di lotta contro il cambiamento
climatico globale, causato dalle grandi compagnie petrolifere e dai loro alleati
che governano gli stati. I veicoli che rientrano nella categoria dei SUV provocano
livelli di inquinamento, responsabile dell'innalzamento del clima, superiori
del 43% rispetto alle auto normali. Per alcuni individui i SUV's sono divenuti
uno status symbol da esibire. I loro costi ambientali non hanno alcuna giustificazione
pratica.
La condanna di Jeff è stata più dura di quella comminata a chi
compie atti di violenza contro gli individui. Per esempio, nello stato dell'Oregon,
per un omicidio si è condannati a 10 anni; per un tentato omicidio, solo
a 7 e mezzo; per violenza sessuale da 1 anno a 8 anni e 4 mesi. La condanna
di Jeff per avere incendiato 3 veicoli è palesemente sproporzionata.
Oggi, i sostenitori di Free stanno organizzando azioni in almeno 22 città
dell'Australia, del Brasile, del Canada, della Finlandia, dell'Irlanda, del
Portogallo, della Russia, del Regno Unito e degli USA.
Chiediamo l'immediata liberazione di Free, la cui azione non può essere considerata come un crimine, ma come un gesto contro la follia delle multinazionali!
Fonte: Anarcotico
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L'Fbi allerta le autorità per il giorno di solidarietà con Jeff Luers
16 Giugno 2004
Secondo la Fox News l’Fbi avrebbe emesso una nota di allerta per la celebrazione
della giornata internazionale di solidarietà con Jeff Luers (denominata
“J12”), l’ecoattivista anarchico condannato a 22 anni per
avere dato fuoco ad una concessionaria di tir e per aver sabotato una compagnia
petrolifera di Eugene nel 2000.
Nella nota si fa riferimento a possibili attacchi provenienti dall’Earth
Liberation Front e si parla di Luers come di un martire degli anarchici ed estremisti
animalisti ed ecologisti.
Per il J12 si sono tenute iniziative in tutti gli USA (Eugene, Oregon; Olympia,
Washington; San Francisco and Modesto, California; Lawrence, Kansas; Morgantown,
West Virginia; Worcester, Massachusetts; Portland, Maine; and Lake Worth, Florida").
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Firma la lettera di supporto per il prigioniero politico Jeff Luers
febbraio 2004
Questo appello è stato scritto dai sostenitori del prigioniero politico dell'Oregon Jeff "Free" Luers. Stiamo cercando persone stimate aderenti ad organizzazioni progressiste e per la giustizia sociale disposte a firmare questo appello. Se sei disposto a sostenere questo appello, per favore contatta breakthechains02@yahoo.com e abbi cura di allegare una tua presentazione (per esempio puoi citare l'organizzazione alla quale appartieni e quali pubblicazioni hai prodotto). L'obiettivo dell'appello è quello di suscitare attenzione intorno al caso di Luers e influenzare positivamente il suo ricorso in Appello. Per ulteriori informazioni sul caso di Jeff "Free" Luers, visita il sito www.freefreenow.org. Domande, commenti o proposte possono essere indirizzate a breakthechaims02@yahoo.com o freefreenow@mutualaid.org.
PER CHI È INTERESSATO
Jeffrey Luers è un prigioniero politico condannato a 22 anni di prigione
per azioni che non hanno minacciato fisicamente nessuno, né causato danni
morali o fisici. Prima della sua carcerazione Luers era ben conosciuto nel gruppo
degli attivisti di Eugene nello stato dell'Oregon. Egli era noto alle forze
dell'ordine per il suo impegno in difesa delle foreste e per il suo attivismo
contro la brutalità della polizia.
Luers fu arrestato nel giugno del 2000 dopo aver lasciato il luogo dell'incendio
dell'autosalone Romania a Eugene, Oregon. Inizialmente è stato accusato
di incendio di Primo Grado per avere dato fuoco a tre Sport Utility Vehicles
(SUV's) dell'autosalone, e in seguito sono state aggiunte le imputazioni di
incendio doloso e cospirazione finalizzata alla realizzazione di un attentato
incendiario contro la Tyree Oil Company.
Luers ammette di aver commesso un atto di distruzione ai danni della proprietà
privata, contro l'autosalone Romania. Il fine dichiarato di questo gesto è
stato quello di suscitare attenzione per il surriscaldamento della Terra e per
il continuo aumento dei problemi ambientali che si devono fronteggiare nel mondo
in conseguenza di ciò. Luers prese precauzioni affinché nessuno
potesse riportare danni fisici in conseguenza delle sue azioni (un esperto di
incendi dolosi e la guardia notturna del Romania, più tardi hanno confermato
al processo che quell'incendio non aveva messo a repentaglio nessuna vita umana).
Egli ha respinto l'accusa di essere implicato o di essere a conoscenza dell'attentato
incendiario alla Tyree Oil Company. Non c'era nessun testimone presente che
lo accusava per il secondo reato. Le impronte digitali trovate sulla scena del
delitto non coincidevano con quelle di Luers o con quelle del suo coimputato.
Nel corso del processo i rapporti fatti dalla polizia e l'accusa del pubblico
ministero mandarono a giudizio Luers per le sue idee politiche, non solo per
le sue azioni. Il suo legale dimostrò che le prove erano state ingigantite,
che gli ufficiali avevano mentito e che il pubblico ministero aveva manipolato
le prove per poter perquisire la sua residenza.
La difesa fu in vantaggio fino alla prematura morte del capo procuratore di
Luers, Ken Morrow. Ciò causò un significativo ritardo nella nomina
di un nuovo procuratore permettendo all'accusa di rivedere e riorganizzare la
sua strategia.
Forse molto significativamente, il giudice respinse le deposizioni degli esperti
della difesa soltanto perché discordavano con i testi d'accusa. Gli investigatori
della difesa avevano svolto sulla scena del reato un'indagine (incluse le foto
delle auto incendiate che la polizia non fece) più approfondita di quella
del dipartimento di polizia e dell'ufficio alcolici, tabacco e armi da fuoco.
Nel giugno 2000 Luers fu dichiarato colpevole di 11 dei 13 capi d'accusa e condannato
a 22 anni di prigione. In base alle misure restrittive stabilite nell'Oregon's
Measure per chi è riconosciuto colpevole di un minimo di 11 reati, egli
non può beneficiare della libertà provvisoria o del rilascio anticipato.
La durezza di questa pena è evidentemente ingiusta, specie se paragonata
a quelle di solito date a imputati accusati di crimini contro la persona. Per
esempio: un omicidio preterintenzionale prevede una condanna a 10 anni; un attentato
omicida solo 7 anni e mezzo; una rapina 8 anni e quattro mesi. È evidente
che la condanna di Jeffrey è enormemente sproporzionata rispetto all'accusa
di aver bruciato tre autovetture. Un'indagine commissionata dai sostenitori
di Luers e dalla Commissione per i Diritti Umani della città di Eugene,
ha rilevato questa disparità ed ha spinto la Commissione ha firmare una
dichiarazione in cui ci si chiede se le posizioni politiche di Luers abbiano
influito sulla sentenza.
Luers è stato condannato per mandare un messaggio agli attivisti ambientalisti
e per la giustizia sociale affinché anche solo un atto simbolico di distruzione
della proprietà possa essere equiparato al terrorismo e punito più
duramente di molti crimini contro la persona. Da quando è stato imprigionato
Luers è stato etichettato dall'FBI e dalla stampa come un "eco-terrorista".
Questa etichetta è stata usata dal dipartimento carcerari dell'Oregon
per giustificare il trattamento di massima sicurezza cui è sottoposto,
una misura riservata solitamente ai suprematisti bianchi e ai membri di bande.
In questi tempi difficili noi dobbiamo lavorare diligentemente per assicurarci
che gli elementari diritti civili di ciascuno siano comunque rispettati e sostenuti.
Non possiamo tollerare la criminalizzazione del dissenso o la repressione contro
gli attivisti, anche se possiamo non condividere le loro tattiche.
Luers è un giovane onesto ed ha uno straordinario valore da offrire alla
comunità. Noi sentiamo che è un'ingiustizia tenerlo recluso nei
più preziosi anni della sua vita. Egli ha dichiarato che se rilasciato
continuerà ad impegnarsi nell'attività per la salvaguardia ambientale
ma eviterà attività che potrebbero riportarlo in prigione.
Alla luce delle convinzioni politiche di Luers e dell'inusuale sproporzione
della sua condanna, noi lo riconosciamo come un prigioniero politico. Sosteniamo
il suo processo d'appello e chiediamo la revisione della sua condanna che dovrebbe
portare a una riduzione della pena da espiare.
Fonte: Anarcotico