Matrix, il grande fratello
Franco Carlini
il manifesto, 14 marzo 2004
Il gigantesco archivio che incrocia database esistenti creato con l'unica motivazione di lotta al terrorismo, si occupa di ogni questione relativa all'ordine pubblico. E lo fa attraverso tecniche di «data mining» scavo incrociato negli archivi che finora erano state negate.
Matrix non è solo un film, ma anche un gigantesco archivio, nato all'interno di un progetto americano locale, a sua volta erede del defunto Total information awareness, che prevedeva di schedare per fini antiterroristici la gran parte della popolazione americana. In questa versione l'acronimo significa infatti Multistate Anti-TeRrorism Information Exchange e l'idea sottostante è semplice quanto preoccupante: in vista del controllo sociali per fini di sicurezza nazionale, si tratta di incrociare i database esistenti, sparpagliati nel paese presso molti organismi e permetterne una ricerca rapidissima, su qualsiasi persona eventualmente sospetta. Il sistema è ormai pienamente attivo e un apposito sito Internet (http://www.matrix-at.org) ne descrive la caratteristiche. Purtroppo il sito non è molto aggiornato, infatti segnala che al progetto aderiscono solo cinque stati, ma le informazioni più recenti fornite dal Salt Lake Tribune, il quotidiano della capitale dello Utah, ci dicono che invece sono già 33 gli stati americani che stanno mettendo in comune i loro archivi e che altri si vanno aggregando.
Chris Calbrese, un avvocato di New York attivo nel movimento per i diritti civili (American Civil Liberties Union - Aclu), ha potuto dare un'occhiata alla documentazione ufficiale relativa a Matrix e ha spiegato che esso contiene ormai miliardi di schede: ci sono "«e storie criminali personali di 4 stati, quelli dei dipartimenti correzionali di 33, le liste dei colpevoli di reati sessuali di 27 stati, l'elenco delle patenti di guida di 15 e gli archivi della auto di altri 13 stati».
Ancora una volta il grimaldello con cui rivelare le attività riservate e minacciose per le libertà dei cittadini è stata quella legge illuminata che sta sotto la sigla Foia (Freedom of Information Act), analoga alla legge italiana sulla trasparenza degli atti amministrativi, ma molto più efficace ed estesa; essa obbliga i pubblici ufficiali a rilasciare a chi ne faccia motivata richiesta i documenti della pubblica amministrazione. Non occorre avere un interesse diretto nelle questioni su cui si chiedono informazioni, ma lo può fare chiunque sia in qualche modo titolare di interessi pubblici, come i media o le associazioni.
Così nel corso dello scorso anno l'Aclu ha depositato decine di richieste, praticamente in ogni stato dell'Unione, per ottenere i documenti relativi a Matrix e una volta costruito il quadro d'insieme i risultati sono impressionanti e preoccupanti: per esempio non è affatto vero che il progetto abbia come unica motivazione la lotta al terrorismo. Semmai si occupa di ogni questione relativa all'ordine pubblico e lo fa attraverso tecniche di «data mining», ovvero di scavo incrociato negli archivi che finora erano state negate.
Infatti grazie all'impegno sella società che ha vinto il contratto Matrix da 1,6 milioni di dollari, la Seisint Inc., vengono via via aggiunti altri archivi disponibili e acquistabili sul libero mercato, database privati che contengono miliardi di registrazioni pubbliche o commerciali da un'ampia varietà di fonti.
La novità del progetto e la sua pericolosità ai fini della tutela della privacy dei cittadini non sta dunque nella raccolta dei dati: questi già esistono da tempo, ma nella loro messa in comune, che ne consente ricerche rapidissime le quali potenzialmente si estendono alla vita personale di ogni cittadino americano, anche dei più innocenti, incensurati e tranquilli.
La tecnologia oggi lo consente e per quanto eventualmente faticoso, l'incrocio dei database è pratica corrente, non frenata da alcuna legge né limite. La paura del terrorismo ha ulteriormente fatto cadere ogni remora.
Il progetto Matrix venne inizialmente spinto nello Utah dal precedente governatore Mike Leavitt che lo finanziò con la somma di 22 milioni di dollari. E fu lo stesso Leavitt a prendere contatti con il collega governatore della Florida Jeb Bush, fratello del presidente americano Gorge W., per allargarne la partecipazione ad altri stati. Avveniva giusto un anno fa, il 6 febbraio 2003. Ma da allora diverse cose sono cambiate: innanzitutto i movimenti per i diritti civili hanno cominciato ad occuparsi della questione e con essi la stampa indipendente; sono montate dunque le proteste e il nuovo governatore dello Utah, Olene Walzer, nel gennaio scorso ha deciso di sospendere la partecipazione. Sembra che lo stesso abbiano fatto altri 13 stati americani.
Nel frattempo Leavitt, con una decisione contestatissima, nel novembre scorso è stato promosso da Gorge W. Bush alla guida di una importante e delicata agenzia federale, l'Environmental Protection Agency che dovrebbe tutelare l'ambiente. Tra i motivi che ne avrebbero sconsigliato la nomina c'è il fatto che sotto la sua gestione lo Utah è stato classificato al secondo posto tra quelli più inquinati d'America; senza dimenticare l'accordo riservato stipulato con l'amministrazione Bush per aprire sei milioni di acri di territorio pubblico alle miniere e al taglio di alberi. Viceversa queste prestazioni sono evidentemente apparsi motivi di merito a George W.
Dallo stato dei mormoni occorre tuttavia passare alla Florida, il vera crocevia di tutta la storia di Matrix: qui opera la Seisint, la società che gestisce il progetto e il suo fondatore, il miliardario Hank Asher, è una vecchia conoscenza del giro dello spionaggio e del traffico di droga, ai tempi dello scandalo Iran-Contras. Un'altra sua società, la ChoicePoint, gestiva gli elenchi elettorali dello stato della Florida durante le elezioni presidenziali dell'anno 2000, quando proprio quello stato ebbe il ruolo di ago della bilancia nella competizione tra Bush e Gore. In quella occasione gli archivi forniti dalla ChoicePoint segnalarono ottomila persone come delinquenti da cancellare dalle liste. Ma era un errore, noln si saprà mai se genuino o malizioso.
E qui si innesta un altro capitolo, assai interessante: ChoicePoint è ben attiva sul redditizio mercato della privacy venduta. Di recente ha arricchito la sua offerta commerciale offrendo per 39,77 dollari un Cd grazie al quale si accede ai giganteschi archivi personali della società. Il servizio dovrebbe consentire anche alle piccole e piccolissime imprese di controllare in anticipo il curriculum di coloro che stanno per assumere. Ma non è un curriculum professionale classico, ma piuttosto sono informazioni «di background» che vanno dai report sui debiti alle multe stradali. Ufficialmente per utilizzare il software occorre essere registrati come un'azienda, ma in realtà ogni privato può farlo. E del resto la stessa società, attraverso un altro sito, chiamato ChoiceTrust allarga lo screening a ogni professione e si rivolge direttamente anche alle famiglie per proteggerle da quelli che vogliono assumere in casa.
Per renderne ben chiara l'utilità, la pagina di questo servizio riporta notizie come questa: «Un'infermiera che aveva nascosto una sua precedente condanna uccide un bambino di 10 mesi nella culla (Rye, NY)». Oppure «Un pulitore di tappeti con un passato criminale sodomizza e uccide la moglie ventiquattrenne di un ministro del culto (Pleasanton, CA)». Seguono le tariffe: un pacchetto generico per controllare le storie criminali delle persone costa solo 25,85 dollari, ma ci sono degli archivi più specializzati, uno per chi custodisce gli animali («Pett sitter»), un altro per le persone delle pulizia («House cleaner»), e ce n'è uno più vasto e ricco dedicato a bambinaie, infermiere e baby sitter, che vale 99 dollari.