Rovereto

Emilia Canavese

Spioni a Rovereto

Attraverso la lettura di alcuni atti riguardanti diverse indagini che i carabinieri del ROS di Bolzano e della polizia politica di Torino (tutte su ordine del P.M. Tatangelo, con la collaborazione dei giudici Roberto Carta di Torino e Fabio Biasi di Rovereto) hanno condotto nei confronti di numerosi anarchici, abbiamo scoperto che in parecchie case di Rovereto - e in alcune auto - erano state collocate delle microspie. Alcune, polizia e carabinieri hanno già provveduto a toglierle (abbiamo trovato i cavi tagliati), altre le abbiamo individuate e staccate il 5 luglio. In altre città (Torino, Milano, Bologna, Ivrea) diversi anarchici ne avevano già trovate in casa e in auto. Oltre alle intercettazioni telefoniche e "ambientali", (in appartamenti e luoghi pubblici) gli uomini dello stato hanno usato delle telecamere nascoste, come risulta dai verbali delle indagini. Si tratta di inchieste durate talvolta quasi un anno, poi archiviate, come nel caso delle operazioni - non si sa se più infami o ridicole - chiamate "Panama" e "Books". Altre sono tuttora in corso. Il pretesto, ormai abituale, è quello di "associazione sovversiva", reato con cui giudici e gendarmi vorrebbero ridurre a qualche fantomatica organizzazione (con tanto di capi e sottoposti) le mille forme della critica e dell'azione diretta contro la società dell'autorità e del denaro.
Qui sotto, (in attachment) un volantino distribuito nei giorni scorsi a Rovereto. Un intervento con il megafono è stato fatto prima della proiezione di un film all'aperto. I militi dell'Arma non hanno, ovviamente, apprezzato. I giornali hanno parlato di questa iniziativa, come al solito, cioè tacendone l'essenziale: il ritrovamento delle microspie.
Le foto delle microspie sono disponibili all'indirizzo: www.geocities.com/micro_spy

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Spioni in Emilia

Riceviamo e rilanciamo la seguente lettera (dai dintorni di Bologna):

20 luglio 2000

Dopo un mese dal primo ritrovamento, ho rinvenuto l'altro giorno altre due microspie in casa mia. Una era nascosta dentro una presa elettrica, l'altra dentro la presa telefonica a muro.
Quella più grande è formata da un piccolo trasmettitore funzionante sulla frequenza dei 140,450 Mhz in FM con una portata di circa 200 m, dotato di antenna a filo e microfono alimentato direttamente dalla corrente a 220 volt; l'altra molto più piccola (potrebbe però essere anche il ricevitore di segnale della microspia di cui sopra) era collegata direttamente alla linea telefonica probabilmente raddoppiata con una linea ISDN e direttamente collegata ad una centralina d'ascolto dei C.C.
Evidentemente al p.m. Gustapane e ai suoi compari spioni (in questo caso i Carabinieri) non è bastato controllarmi con appostamenti, pedinamenti e microspie per mesi alla ricerca di chissà quali prove per legittimare il proprio teorema. Tant'è che il sopracitato ha chiesto la proroga delle indagini a mio carico, e a quello di altri compagni/e anarchici/e, fino al novembre 2000.
Dunque sono ancora sotto indagine e costoro ci riproveranno ancora a piazzarmi in casa altri simpatici regalini.
Per concludere non mi rimane che rinnovare a tutti loro gli spioni il mio personale augurio di andare a morire ammazzati!

Lucia

Fonte: Microspie, comunicato diffuso il 20 luglio 2000 da Maltempo micro_spy@yahoo.com tramite El Paso elpaso@ecn.org

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Spioni!!

In Canavese da tempo molte persone si sono incontrate cercando di portare avanti un percorso antiautoritario, di lotta contro le nocività che ci circondano e di diffusione delle idee anarchiche. Ci sono state occupazioni, manifestazioni, incontri, dibattiti, ma soprattutto una presenza costante di individui sicuramente fastidiosi al sistema repressivo che non ha perso tempo nel reagire. Recentemente abbiamo scoperto che nell'abitazione e nel furgone di un nostro compagno sono stati collocati dei microfoni. L'abitazione è una baita di montagna senza corrente elettrica ma in cui è stato installato un pannello solare; tra la coibentazione del tetto e il trave sopra la porta, dove entra il cavo elettrico, è stato collocato un trasmettitore (10 x 5 x 1 cm.), collegato a due microfoni (lungh. 7 mm, diametro 2 mm !!!) da cavetti molto sottili giallo/neri e rosso/neri.
Nel furgone l'apparecchiatura è stata collegata alla radio: accendendo l'autoradio si sente una forte interferenza, un sibilo basso che a tratti scompare; il collegamento è stato fatto sotto il cruscotto, i cavetti risalgono lungo il montante del vetro anteriore e poi si dipartono sotto la coibentazione del furgone verso due microfoni. Un episodio simile si era già verificato lo scorso anno, quando, di fronte all'abitazione di altre persone ben note era stata piazzata una telecamera. In quell'occasione non mancarono, inoltre, le intimidazioni e i tentativi di operare controlli pressanti coinvolgendo gli abitanti del paese in cui era situata la casa. Come già allora decidemmo di non accettare di vivere spiati e manomettemmo la telecamera, così ora abbiamo deciso di liberarci da questo nuovo tentativo di controllare le nostre vite disinserendo i microfoni e cercando di diffondere il più possibile questa vicenda.
Oggi, 27 maggio 2000, abbiamo rimosso queste apparecchiature che saranno visibili ad El Paso durante la serata. Invitiamo quindi tutti a cogliere questa occasione per vedere i mezzi che Stato, sbirri e magistrati usano oggi per reprimere. Questi sono i traguardi che il progresso civile ha raggiunto, questi sono i tentativi di allontanare o di incastrare individui che non accettano le regole di questa società, che lottano apertamente contro questo mondo di sfruttamento, miseria e rimbecillimento. Vogliamo vivere liberi. Il minimo che possiamo augurare a questi luridi spioni che vorrebbero ascoltare ogni nostra parola, seguire ogni nostro passo, è che gli si scoppino le orecchie
Ringraziamo gli occupanti di El Paso e Radio Black Out per la solidarietà che ancora una volta hanno dimostrato e tutti coloro che ogni giorno, in mille modi, cercano di sovvertire l'esistente.

Con Amore e Rabbia,

Anarchici del Canavese.

Fonte: Spioni!! Comunicato del 27 Maggio 2000 diffuso da El Paso elpaso@ecn.org



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