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Protesta nel carcere di Parma

Ansa, 24 febbraio 2004

Turco (radicali), aprire inchiesta su carcere Parma.

La Procura di Parma deve avviare un’inchiesta per il rispetto delle leggi all’interno del carcere della città emiliana, dove da un mese è in atto una protesta dei detenuti. Lo ha detto Maurizio Turco, presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo e relatore del Parlamento sui diritti dei detenuti nell'Unione europea, in seguito a una visita alla casa circondariale di Parma durata 10 ore, domenica scorsa. «A seguito di questa protesta, rumorosa ma certamente pacifica (vengono battute bottiglie di plastica sulle sbarre, ndr) - ha spiegato Turco - diversi detenuti sono stati già 'condannati' a diversi giorni di isolamento, aggravando in questo modo non solo le condizioni di detenzione, ma anche la posizione 'amministrativa'». L'esponente dei Radicali ha poi riferito come «un detenuto denuncia di essere stato portato in isolamento in una sezione in cui non c'erano altri detenuti, denudato e costretto a mangiare per terra come i cani e tenuto lì per 11 giorni. Sezione di isolamento che secondo la magistratura di sorveglianza dovrebbe essere utilizzata solo per pochissimi giorni e dove abbiamo trovato detenuti che vi sono ristretti da anni». Turco ha denunciato anomalie anche sul 41bis: «Anche tra i detenuti in 41bis ristretti a Parma non uno si è visto discutere il proprio ricorso contro il decreto relativo al 2003 nel termine di dieci giorni previsto dalla legge e, per quanto concerne i decreti relativi al 2004, questi verranno discussi dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna in parte il 15 e in parte il 18 marzo, ovvero dopo circa 70 giorni. Ho anche accertato che salvo rarissime eccezioni - relative ai decreti che vengono emessi per la prima volta - i decreti firmati dal ministro Castelli continuano ad essere fotocopie delle fotocopie, con questo violando una legge che chiede l'attualità della pericolosità per decretare l'assegnazione al carcere duro».