Amsterdam, 20 giugno 2002. Il caso giudiziario, iniziato dalla Deutsche Bahn
(le ferrovie tedesche, DB) contro indymedia NL, si è concluso negativamente
in relazione a quest'ultima.
Indymedia NL si rammarica che il giudice non chiarisca quali tipi di link sono
possibili e quali no nell'elaborazione del verdetto. Questa sentenza avrà
gravi conseguenze per qualunque organizzazione ponga link su Internet. A causa
della struttura di Internet è possibile raggiungere qualsiasi sito sulla
rete, attraverso una combinazione di link diretti e indiretti. DB ha insistito
due settimane fa che indymedia NL dovesse togliere una lista di link a mirror
di siti del periodico Radikal. Attraverso la pagina linkata dalla lista,
molti articoli sono raggiungibili da un visistatore, inclusi i due articoli
riguardati i metodi per sabotare i trasporti nucleari delle ferrovie tedesche.
Questi due articoli sono stati considerati illegali da questo stesso giudice
il 25 aprille del 2002. Indmedia NL rifiuta di sottostare al verdetto.
Nel verdetto del 20 giugno il giudice ha ordinato di rimuovere i link ipertestuali
e di non ripubblicarli, fino a che questi rimandino direttamente o indirettamente
e nonostante i link siano stati inseriti da visitatori del sito. Se indymedia
non dovesse accettare di sottostare a questo verdetto, dovrebbe pagare 5.000
Euro al giorno di multa. Il giudice ha ordinato che, come un internet service
provider e come gli editori di un quotidiano, indymedia nl è responsabile
dei contenuti pubblicati sul sito.
Il verdetto è sorprendente dato che indymedia NL non ha link diretti
ai due articolli. Fino ad ora solo link diretti a materiali illegali erano proibiti
in Olanda. Da questo verdetto in poi però consegue che anche i link indiretti
sono proibiti, dato che le pagine di indymedia NL puntano solo a copie della
home page del periodico tedesco radikal. Ci vogliono molti click per
arrivare agli articoli incriminati.
Indymedia considera il verdetto una limitazione drastica delle possibilità
di internet di essere un luogo in cui è difesa la libertà di parola.
Indymedia NL tenterà di ricorrere conseguentemente a queste considerazioni.
Diversi anni fa un giudice tedesco ha dato ragione alle ferrovie tedesche,
in un caso in cui quest'ultime chiedevano la rimozione di due articoli della
rivista di movimento Radikal contenenti dettagli per sabotare i convogli
della Deutsche Bahn (ferrovie tedesche) trasportanti materiali inquinanti e
scorie radioattive.
In quel caso il giudice tedesco ingiunse ed ottenne la rimozione del sito che
venne trasferito in Olanda presso il provider xs4all. Successivamente la giustizia
tedesca ha ingiunto a tutti i provider tedeschi di impedire l'accesso agli indirizzi
di xs4all.nl, uno dei maggiori provider olandesi.
Per anni il sito di radikal è rimasto on line su xs4all e i
provider tedeschi hanno rinunciato all'impresa di rendere inaccessibile in tutta
la Germania il sito, soprattutto in seguito alle proteste di consumatori e partner
commerciali di xs4all in Germania.
Questo fino al 25 aprile quando un giudice olandese ha ingiunto a xs4all di
rimuovere le pagine incriminate.
In seguito a questo i mirror del sito si sono moltiplicati ovunque, tipica risposta
spontanea di un ambito, quello di internet, che non gradisce di essere censurata
e limitata.
Indymedia.nl come anche molti altri siti di movimento hanno ospitato l'elenco
di link alle home page dei mirrors.
A questo punto la Deutsche Bahn ha citato in giudizio anche indymedia.nl chiedendo
di rimuovere tutto l'elenco di link.
Il 20 giugno 2002 è arrivato il verdetto che ingiunge a indymedia.nl
di rimuovere ogni link diretto o indiretto che porti alle pagine incriminate.