La popolazione del carcere di Sollicciano ha stabilmente superato
la soglia dei 1000 detenuti, a fronte di una capienza di 400 posti. Ciò
significa ad esempio che nella sezione giudiziaria, in celle progettate e costruire
per una persona, ve ne sono 4 e, durante la notte, quando tutte le brande sono
fuori, è quasi impossibile spostarsi senza calpestare i propri compagni;
nel reparto penale, dove un detenuto deve soggiornare per anni, la situazione
non varia di molto, sono in 3 in celle pensate per una sola persona. Questo
sovraffollamento significa:
- L'impossibilità di svolgere attività
fisica,
di leggere e persino di stare in piedi tutti insieme nello stesso spazio e,
cosa più importante, l'esclusione dell'80% dei detenuti dalle attività
scolastiche e lavorative;
- L'insufficienza di fondi economici per fare
fronte alle pur minime esigenze dei detenuti, sanità, alimentazione,
vestiario, pulizia personale.
- Carenze strutturali e pessime condizioni
igienico-sanitario con conseguente aumento di tutte le patologie.
- Aumento
della tensione e dell'autolesionismo.
- Mancanza del supporto di educatori,
assistenti sociali e psicologi per gran parte dei detenuti e, quindi,
mancanza di un programma di reinserimento adeguato.
- Carichi di lavoro
sproporzionati per tutte le categorie che lavorano nel carcere.
Tutto questo
significa condizioni di vita al limite della sopportabilità umana e della
legalità costituzionale. In sintesi viste le condizioni i cui versa la
struttura penitenziaria, e visto lo scarso interesse che fino ad ora
politici ed opinione pubblica hanno dimostrato nei nostri confronti, ci
vediamo costretti ad intraprendere una iniziativa di protesta pacifica per
difendere i nostri diritti e costituzionali. Anche se detenuti noi
apparteniamo a questa società e, come tutti vogliamo che le nostre richieste
vengano ascoltate, e che vengano portati alla luce i problemi che
attanagliano tutte le strutture penitenziarie italiane. Gli iniziali
dibattiti parlamentari riguardo il problema carcerario sembrano svaniti nel
niente, e la classe dirigente invece di cercare soluzioni ai problemi già
esistenti è molto più propensa alla costruzione di nuove strutture
penitenziarie; così facendo, si rende ancora più insostenibile
la situazione
della popolazione detenuta. Uno stato di diritto è cosa diversa ed opposta
al presunto diritto dello stato di operare una vendetta sui cittadini che
violano la legge.
I detenuti di Sollicciano