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TSO: una testimonianza

Pietro

Indymedia Italia, 22 Novembre 2002

In seguito a una crisi isterica con urla, avvenuta nel pronto soccorso del S. Spirito di Roma 4 anni fa, sono stato sedato con dosi tali di Serenase da essermi svegliato dopo tre giorni. E non avevo avuto alcun comportamento violento, neanche violenza verbale. Quando mi sono svegliato, le dosi massicce del tranquillante mi impedivano di parlare correttamente. Non riuscivo a capire dove mi trovavo, né riuscivo a chiederlo. E nessuno, tra l'altro, mi informava di nulla. E qui ho avuto un momento di violenza, per la prima volta. Solo dopo molte ore mi hanno informato che il mio era un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Nessun contatto con uno psicoterapeuta. Nessuno a chiedermi quale era stata la mia vita, quali potevano essere stati i miei problemi. Ho letto mesi dopo la scheda che hanno scritto su di me: episodi completamente inventati, interi periodi della mia vita. Ho vissuto diverso tempo in occupazioni e centri sociali, nella scheda era scritto che avevo vissuto sotto i ponti. Questi dati li hanno ottenuti tramite domande fatte di fretta ai miei genitori quando mi hanno ricoverato. Lo psichiatra controllava solo i valori del mio sangue, e aggiustava le dosi degli psicofarmaci. Con lui nessun contatto, gli unici contatti con infermieri, che spesso ci trattavano come cani. Quando chiedi qualcosa a una persona e questa neanche gira lo sguardo, allora ti senti un cane che abbaia. Dopo le ore 21 niente sigarette. Io e un altro ragazzo una sera volevamo assolutamente fumare, ma gli unici accendini li avevano gli infermieri. Dopo un po’ sono andato a letto, ma mi sono svegliato subito, perché il mio amico nel corridoio protestava a voce sostenuta: erano le 22, e lui pretendeva di fumarsi una sigaretta. Apro la porta, vedo due infermieri che bloccano il mio amico (che stava solo parlando), lo cappottano a terra, gli stringono il collo come a strangolarlo. Poi mi invitano a tornare nella mia camera. Il giorno dopo, e per tre giorni, Daniele non riusciva a parlare. Serenase.
Camere da letto strette, e un unica sala per una quarantina di persone. Le finestre sono oscurate e sempre rigorosamente chiuse. Quando mi hanno ricoverato la seconda volta non ho visto il cielo per 24 giorni. Naturalmente l'ora d'aria non è prevista. Un infermiere una volta mi ha raccontato che la finestra non si apriva per il rischio di suicidi. Ma credo che molte volte sia il TSO a indurre a desideri di morte. La repressione psichiatrica è una forma pericolosissima di nazismo. Non riguarda la schiavitù dei corpi, ma una schiavitù ancora più profonda e perversa. Una schiavitù che annichilisce il tuo pensiero, che controlla le tue emozioni, che decide i tuoi stati d'animo. Senza curare nulla. Il principio è questo: ti fa male un braccio? Tagliamolo! Ti prude un'orecchia? Tagliamola! Hai un problema mentale? Cuciamo quella metà del tuo cervello che ti crea disturbo... che ti frega se sei diventato uno zombie... tanto eri incurabile, un caso disperato... Per la psichiatria organicista tutte le persone che danno segno di squilibrio sono incurabili, e attraverso gli psicofarmaci vanno cucite. Dopo 24 giorni di TSO, sono riuscito a patteggiare una pena: trasferimento in una clinica psichiatrica sovvenzionata dallo stato. E così ho passato due mesi di ricovero coatto nella famigerata Villa Armonia. Andandoci speravo di giovarmi di qualche passeggiata in un giardinetto e di un pochino più di spazio. A Villa Armonia mi sono trovato fra gli zombies... Gente vittima di anni di psicofarmaci in dosi massicce, e forse ormai veramente divenuta irrecuperabile. Un ragazzo diventato adulto che aveva avuto delle strane percezioni, qualche squilibrio. Laureato in filosofia. Diventato down dopo dieci anni di esperimenti chimici sul suo cervello. La mia diagnosi era "sovraeccitazione maniacale", un disturbo assai frequente fra i "border line", che oscillano tra depressione ed euforia. A Villa Armonia mi somministravano il Leponex, un farmaco che si dà agli schizofrenici gravi, dopo che su di loro è fallita ogni altra cura. Fra gli effetti indesiderati erano segnalate "morti improvvise e senza spiegazione". Questo farmaco non corrispondeva alla mia diagnosi, però mi è stato ingiunto, una volta uscito, di prenderlo per 5 anni. Altrimenti avrei avuto sicuramente un'altra crisi ,e questa volta mi avrebbero rinchiuso per venti anni. Si trattava di un esperimento o di cosa?
Perché gli psichiatri giocano, si divertono. Le loro cavie sono i matti, gente perduta e senza valore, che al limite si può addormentare, così non fa casino.
Ho avuto l'immensa fortuna di entrare in contatto con Giorgio Antonucci, ormai vecchio. Antonucci è un medico rinomato, un'antipsichiatra che per decenni ha preso in mano i reparti dove erano ricoverati i casi più gravi, ottenendo risultati ottimi, sorprendenti (a differenza degli organicisti). Senza usare farmaci, lobotomie, elettroshock o camice di forza. Usando solo l'ascolto profondo, cercando di leggere la radice dei problemi, senza rovinare a vita le persone che hanno bisogno solamente di una mano affettuosa e di tanta comprensione. Antonucci mi ha ingiunto di sospendere gradualmente il Leponex, che mi avrebbe potuto procurare danni irreversibili. Da tre anni non vedo psichiatri, ho sospeso i farmaci e sono guarito. Grazie a una ragazza che mi ha voluto bene, grazie a tanta autocritica, grazie a un modo più equilibrato di affrontare la vita. Grazie al fatto che non fumo più venti canne al giorno e non mi prendo più acidi o pasticche, e grazie anche al litio, che è un sale minerale e non uno psicofarmaco. Ma grazie soprattutto al fatto che sono riuscito a divincolarmi dalle mani di quei pazzi criminali degli psichiatri organicisti, che veramente hanno condotto la mia vita all'orlo di un baratro. Acuiscono i problemi già esistenti perché li reprimono barbaramente preparando nuove esplosioni. O più semplicemente ti bevono il cervello rendendoti un semiumano, narcotizzato e rincoglionito a vita.

No al tso, no al nazismo positivista degli psichiatri organicisti