A fianco dei proletari di ogni paese, contro le guerre imperialiste, fuoco alle carceri!

Noi non chiediamo niente di meno che la distruzione dello Stato, della democrazia, che è poi quella della borghesia, con tutte le sue istituzioni, ad iniziare dal carcere; carcere che altro non è se non ultimo monito, minaccia e infine punizione compiuta verso chi, non sottomesso, si oppone alle "regole del gioco" stabilite dalla classe al potere.
Ci adoperiamo per l´abbattimento del sistema capitalistico ben consci che un percorso rivoluzionario si costruisce solo nell´autonomia da ogni istituzione dello stato, fuori dai finanziamenti pubblici, fuori dal politicantismo personalistico ed elettoralesco.
Sabato 12 aprile, davanti al carcere di Mammagialla in Viterbo, oltre 100 compagni hanno manifestato in modo chiaro e netto la propria avversione verso la galera e questa società che la produce.
L´iniziativa, svoltasi dalle 18 alle 24, ha visto la presenza militante dei compagni che con interventi, slogan e sound system, sono riusciti a comunicare con i proletari detenuti rompendo, seppure temporaneamente, l´isolamento cui sono costretti e riportandoli al calore della comunità proletaria.
Sul finire della giornata la sbirraglia infame, a cominciare dai secondini del reparto mobile (gli specialisti dei pestaggi nelle celle), avendo subito la presenza forte e sicura dei compagni tentavano di "sloggiare" in malo modo i partecipanti al presidio, la risposta ferma e determinata dei compagni li faceva desistere.

Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo

contatti: autorganizzati-vt@libero.it

Fonte: scritto in occasione di un presidio sotto il carcere di Mammagialla - Viterbo (12 aprile 2003)