Sabato 21 giugno, all´interno della "settimana del prigioniero politico",
nella convinzione che la detenzione sociale è detenzione politica, un
centinaio di compagni si radunavano davanti alla casa circondariale di Mammagialla
a Viterbo per una giornata di lotta. Letture di comunicati e musica per rompere
il silenzio della pace sociale, fuori e dentro il carcere, per un momento di
riavvicinamento e comunicazione con il proletariato prigioniero. Benché
i giornali avessero dipinto l´iniziativa come un fatto di "ordine
pubblico" con conseguente massiccia presenza di sbirraglia di ogni genere;
benché i porci in questione avessero filtrato le presenze attuando blocchi
stradali, perquisendo ed identificando compagni e individualità solidali;
benché l´amplificazione, assieme al furgone che la trasportava,
fosse stata sequestrata in quel di Cerveteri; nonostante tutto insomma il presidio
si svolgeva in maniera fiera e militante (grazie anche ai compagni, alle individualità
e alle strutture intervenute da fuori Viterbo) dando un´eco alle grida
provenienti da dietro le sbarre. Al termine della manifestazione il corpo militante
si spostava in una piazza del centro cittadino (vista la lontananza del carcere
dalla città) dove venivano riportati i comunicati e gli interventi letti
sotto il carcere facendo opera di propaganda e controinformazione. Esprimiamo
massima solidarietà ai compagni dei Carc inquisiti dalla magistratura
per "associazione sovversiva", se opporsi e attaccare con ogni mezzo
necessario le strutture e le persone del dominio capitalista significa essere
sovversivi, allora siamo tutti "sovversivi".
Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo
contatti: autorganizzati-vt@libero.it