Società democratica, libera, tecnologica

In questa società così evoluta esistono migliaia di detenuti, privati degli affetti, dei sogni, del quotidiano, della libertà.
L'esistenza del carcere è l'immagine della società democratica, capitalista.
Il prigioniero è considerato criminale, deviato: ha violato il codice, e per questo deve essere represso. I suoi impulsi sono incontrollabili e privi di significato.
In realtà in prigione ci sono persone che non seguono le regole del gioco. 56.000 prigionieri dimostrano che gli impulsi irrefrenabili non sono privi di significato: sono il frutto di un disagio sociale diffuso, mancanza di prospettive, di dignità. Una realtà che cozza quotidianamente con i sogni, omologati e imposti dalla cultura dominante. Una vita felice e ricca, detersivi che puliscono da soli, viaggi esotici e belle macchine.
La realtà è ben diversa, e allora per molti il riscatto è la truffa, il furto, la rapina, lo spaccio.
"Una società ingiusta può avere una condanna giusta?"
Sicuramente una giusta società non è quella che fabbrica carceri-modello per i suoi trasgressori, ma quella in cui ogni persona ci si riconosce, perché ha partecipato direttamente alla sua costituzione.
Quanti anni di galera hanno fatto i loschi finanzieri, capi di partito, imprenditori che hanno rubato miliardi? E i poveri parlamentari che in fazioni contrapposte litigano trovando il sicuro accordo sull'aumento del loro stipendio (sono arrivati a 15.000 euro al mese).
Ma nelle portinerie delle prigioni si incentra solo povera gente, proletari allo sbaraglio a difendersi da leggi fatte dai padroni per rispondere ai loro bisogni.

"La società non mi accordava che tre vie di esistenza:
il lavoro, la mendicità, il furto.
Quel che mi ha fatto ripugnare il lavoro è sudare sangue e linfa per l'elemosina di un salario, è creare ricchezza di cui sarei stato predato. Insomma, mi ha fatto ripugnanza la prostituzione del lavoro.
La mendicità è l'avvilimento, la negazione di ogni dignità.
Ogni uomo ha diritto al banchetto della vita.
Il diritto di vita non si mendica, si prende!
Piuttosto che mendicare ciò cui avevo diritto ho preferito rivoltarmi e combattere palmo a palmo i miei nemici, facendo la guerra ai ricchi, attaccando i loro beni".

     Alexander Jacob

Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo

contatti: autorganizzati-vt@libero.it

Fonte: volantino per un presidio sotto il carcere di Mammagialla a Viterbo (21 giugno 2003)