Vertice dei ministri delle Telecomunicazioni dell'Unione Europea
Viterbo 3, 4, 5 settembre 2003

Telecamere, microspie, braccialetti elettronici, intercettazioni telefoniche, non sono più fantascienza ma la drammatica realtà di un mondo che è sempre più indirizzato al controllo sociale e individuale. E a rimetterci sono gli sfruttati della terra, ribelli sociali e proletari. Ripetitori di telefonia, arrogantemente posizionati in silenzio sui tetti dei palazzi che accolgono apparati ministeriali: questure, caserme, circoscrizioni, uffici comunali; e, sotto lauto compenso, nei terreni dei privati che incuranti dei rischi ne permettono l'installazione. Ma controllo sociale e nocività sono facce della stessa medaglia, insieme a repressione e galera. E la tecnologia, nuova religione amata da tutti, destra e sinistra, è al servizio del capitale insieme a sbirri e magistrati, scuola e recuperatori sociali, confidenti e spacciatori d'eroina… lo Stato insomma! E non è pensabile una tecnologia fuori dalle logiche capitalistiche in quanto è essa stessa espressione strutturale della crescita del capitale. Ogni risultato tecnologico è dato in pasto ai consumatori solo quando la classe sfruttatrice ne ha appurato il recupero, la commercializzazione e il controllo.
A Viterbo, nell'ambito della riunione informale dei Ministri delle Telecomunicazioni dell'Unione Europea, le commissioni di lavoro discuteranno oltre che temi quali la privatizzazione dei servizi postali, tecnologia UMTS, banda larga ecc., anche di misure da adottare per un rafforzamento della "tutela della proprietà intellettuale". Quest'ultimo aspetto viene regolamentato attualmente da una direttiva del parlamento europeo relativa "alle misure e alle procedure volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale", sulle libertà del cittadino, sull'innovazione e sulla concorrenza. Tale direttiva viene contestata persino dalla borghesia nazionale di alcuni stati europei in quanto con la sua azione essa limita la libera circolazione dei beni permettendo a grandi compagnie americane di restringere la scelta dei consumatori, e di imporre controlli dei prezzi nel Mercato Unico.
Ma l'attuale crisi del capitale, crisi di portata planetaria legata alla difficoltà di produzione di nuovo plusvalore, non solo sta schiacciando l'economia americana verso una crisi catastrofica ma costringe tutti i contrapposti imperialismi, e quindi anche il blocco imperialista europeo, a ricorrere alla stessa ricetta fatta di guerra, sfruttamento e repressione: tutte misure pagate quotidianamente dai proletari di tutto il mondo sotto forma di precarietà, morti sul lavoro, carcere e controllo sociale sempre più opprimente.
Non a caso nell'appuntamento di Viterbo, un altro obiettivo in agenda è anche la sicurezza delle reti informatiche: la commissione europea ha già approvato il progetto di un Agenzia europea per la "cyber security" task force che inizierà l'attività nel 2004. A livello europeo la "security task force" dovrebbe definire le politiche di sicurezza delle reti a livello preventivo. L'argomento non concluso durante la presidenza greca interessa quella italiana che è alla guida del semestre. L'obiettivo è quello di creare un "punto di riferimento" europeo che permetta a tutte le unità di crisi nazionali già esistenti di lavorare in modo più efficace. L'agenzia sarà dedicata a compiti di "information sharing", prevenzione, punto di connessione fra gli Stati e centro di eccellenza tecnica. Tale tema è ritenuto cruciale e strategico per un corretto sviluppo del mercato delle comunicazioni. In realtà questo non significherà altro che un sempre maggiore e puntuale scambio di informazioni tra gli organismi istituzionali e quindi repressivi degli stati membri della comunità europea. Per tutti i potenti della terra, il problema della sicurezza delle reti è diventato prioritario dopo l'attacco alle torri gemelle dell'11 settembre 2001, e tutta la comunità internazionale compresa quella italiana, gli organismi mondiali ed europei (G8, ONU, OCSE…) hanno così posto in essere e/o predisposto misure nuove e aggiornate, più rigorose, nel contrasto del "terrorismo".
Noi sosteniamo che i veri terroristi sono gli stati, che per loro natura sono strumento del capitale, e che insieme a tutti gli organismi che regolano il commercio mondiale e il mercato globale, sono i veri responsabili dell'esistente di merda in cui viviamo, della depredazione delle risorse del pianeta e della distruzione ambientale. A danno di tutti coloro che questa società la subiscono, la rifiutano e la combattono quotidianamente: proletari, ribelli sociali.
Per questo riteniamo opportuna una mobilitazione anticapitalista e antimperialista consapevoli che queste modifiche all'esistente risultano totalizzanti per la vita di tutte e di tutti. Capitale e Tecnologia non possono essere riformati ma distrutti e i percorsi di liberazione non possono che passare attraverso una lotta autorganizzata, orizzontale contro Stato e Capitale fuori dal politicantismo personalistico ed elettoralesco, fuori da ogni istituzione, fuori da ogni autoritarismo, per l'azione diretta.

Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo

Info: autorganizzati-vt@libero.it

Fonte: volantino scritto per un'iniziativa in occasione del Vertice dei Ministri delle Telecomunicazioni dell'Unione Europea il 4 settembre 2003 a Viterbo