Telecamere, microspie, braccialetti elettronici, intercettazioni telefoniche,
non sono più fantascienza ma la drammatica realtà di un mondo
che è sempre più indirizzato al controllo sociale e individuale.
E a rimetterci sono gli sfruttati della terra, ribelli sociali e proletari.
Ripetitori di telefonia, arrogantemente posizionati in silenzio sui tetti
dei palazzi che accolgono apparati ministeriali: questure, caserme, circoscrizioni,
uffici comunali; e, sotto lauto compenso, nei terreni dei privati che incuranti
dei rischi ne permettono l'installazione. Ma controllo sociale e nocività
sono facce della stessa medaglia, insieme a repressione e galera. E la tecnologia,
nuova religione amata da tutti, destra e sinistra, è al servizio del
capitale insieme a sbirri e magistrati, scuola e recuperatori sociali, confidenti
e spacciatori d'eroina
lo Stato insomma! E non è pensabile una
tecnologia fuori dalle logiche capitalistiche in quanto è essa stessa
espressione strutturale della crescita del capitale. Ogni risultato tecnologico
è dato in pasto ai consumatori solo quando la classe sfruttatrice ne
ha appurato il recupero, la commercializzazione e il controllo.
A Viterbo, nell'ambito della riunione informale dei Ministri delle Telecomunicazioni
dell'Unione Europea, le commissioni di lavoro discuteranno oltre che temi
quali la privatizzazione dei servizi postali, tecnologia UMTS, banda larga
ecc., anche di misure da adottare per un rafforzamento della "tutela
della proprietà intellettuale". Quest'ultimo aspetto viene regolamentato
attualmente da una direttiva del parlamento europeo relativa "alle misure
e alle procedure volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà
intellettuale", sulle libertà del cittadino, sull'innovazione
e sulla concorrenza. Tale direttiva viene contestata persino dalla borghesia
nazionale di alcuni stati europei in quanto con la sua azione essa limita
la libera circolazione dei beni permettendo a grandi compagnie americane di
restringere la scelta dei consumatori, e di imporre controlli dei prezzi nel
Mercato Unico.
Ma l'attuale crisi del capitale, crisi di portata planetaria legata alla difficoltà
di produzione di nuovo plusvalore, non solo sta schiacciando l'economia americana
verso una crisi catastrofica ma costringe tutti i contrapposti imperialismi,
e quindi anche il blocco imperialista europeo, a ricorrere alla stessa ricetta
fatta di guerra, sfruttamento e repressione: tutte misure pagate quotidianamente
dai proletari di tutto il mondo sotto forma di precarietà, morti sul
lavoro, carcere e controllo sociale sempre più opprimente.
Non a caso nell'appuntamento di Viterbo, un altro obiettivo in agenda è
anche la sicurezza delle reti informatiche: la commissione europea ha già
approvato il progetto di un Agenzia europea per la "cyber security"
task force che inizierà l'attività nel 2004. A livello europeo
la "security task force" dovrebbe definire le politiche di sicurezza
delle reti a livello preventivo. L'argomento non concluso durante la presidenza
greca interessa quella italiana che è alla guida del semestre. L'obiettivo
è quello di creare un "punto di riferimento" europeo che
permetta a tutte le unità di crisi nazionali già esistenti di
lavorare in modo più efficace. L'agenzia sarà dedicata a compiti
di "information sharing", prevenzione, punto di connessione fra
gli Stati e centro di eccellenza tecnica. Tale tema è ritenuto cruciale
e strategico per un corretto sviluppo del mercato delle comunicazioni. In
realtà questo non significherà altro che un sempre maggiore
e puntuale scambio di informazioni tra gli organismi istituzionali e quindi
repressivi degli stati membri della comunità europea. Per tutti i potenti
della terra, il problema della sicurezza delle reti è diventato prioritario
dopo l'attacco alle torri gemelle dell'11 settembre 2001, e tutta la comunità
internazionale compresa quella italiana, gli organismi mondiali ed europei
(G8, ONU, OCSE
) hanno così posto in essere e/o predisposto misure
nuove e aggiornate, più rigorose, nel contrasto del "terrorismo".
Noi sosteniamo che i veri terroristi sono gli stati, che per loro natura sono
strumento del capitale, e che insieme a tutti gli organismi che regolano il
commercio mondiale e il mercato globale, sono i veri responsabili dell'esistente
di merda in cui viviamo, della depredazione delle risorse del pianeta e della
distruzione ambientale. A danno di tutti coloro che questa società
la subiscono, la rifiutano e la combattono quotidianamente: proletari, ribelli
sociali.
Per questo riteniamo opportuna una mobilitazione anticapitalista e antimperialista
consapevoli che queste modifiche all'esistente risultano totalizzanti per
la vita di tutte e di tutti. Capitale e Tecnologia non possono essere riformati
ma distrutti e i percorsi di liberazione non possono che passare attraverso
una lotta autorganizzata, orizzontale contro Stato e Capitale fuori dal politicantismo
personalistico ed elettoralesco, fuori da ogni istituzione, fuori da ogni
autoritarismo, per l'azione diretta.
Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo
Info: autorganizzati-vt@libero.it
Fonte: volantino scritto per un'iniziativa in occasione del Vertice dei Ministri delle Telecomunicazioni dell'Unione Europea il 4 settembre 2003 a Viterbo