Nei primi giorni di settembre si è svolta a Viterbo la riunione informale
dei ministri delle telecomunicazioni dell’Unione Europea. In tale sede
si è discusso, al di là delle chiacchiere propagandistiche, di
tutte quelle tecnologie adatte a supportare le politiche di sicurezza delle
reti informatiche che i burattini delegati dei paesi della Comunità Europea
hanno ormai messo fra gli obiettivi più urgenti da perseguire.
Visto infatti il grave attuale stato di crisi del Capitale a livello mondiale,
e quindi anche di quello europeo, i livelli di controllo e di repressione del
dissenso delle politiche attuate dai vari Stati, gendarmi al servizio del Capitale
stesso, hanno ormai assunto un predominante carattere preventivo, con l’intento
di bloccare sul nascere la protesta e la rabbia di tanti proletari, stufi del
misero esistente e stanchi di sentirsi quotidianamente spiati, pedinati, controllati
in ogni loro banale attività.
Nei tre giorni in cui i ministri UE sono stati presenti a Viterbo, abbiamo potuto
assistere a dei livelli di controllo delle strade, dei vicoli, dei palazzi,
mai visti finora. Le forze dell’ordine borghese, hanno letteralmente preso
in ostaggio un intera città e i suoi abitanti, obbligati a sottoporsi
a continue ed indesiderate attenzioni da parte degli sbirri in divisa, in borghese
e in tenuta antisommossa presenti praticamente ad ogni angolo.
Giovedì 4 settembre un gruppo di oltre 50 compagni del Comitato Cittadino
Contro il Carcere e la Repressione Sociale e non, – come ha scritto qualche
pezzente giornalista – la marmaglia no-global che al contrario si è
chiusa nel ghetto del proprio “controvertice” blaterando di “tecnologie
al servizio del cittadino”, hanno presidiato Piazza del Teatro durante
lo svolgimento del summit UE a palazzo comunale con slogan e volantini, e tutti
hanno potuto assistere ancora al ridicolo e allo stesso tempo imponente servizio
di polizia predisposto. Ridicolo, perché tra l’altro il presidio,
nonostante una serie di divieti, era infine autorizzato; imponente, a dimostrazione
di come il potere quando si tratta di difendere i propri privilegi e il proprio
denaro, per l’occasione sotto le vesti del summit viterbese, non si fa
scrupoli: opprime, sfrutta, incarcera e se questo non basta, uccide.
Noi non abbiamo mai creduto che lo Stato borghese possa essere riformato né
tanto meno che gli strumenti del Capitale come le tecnologie vengano concepite
dai vari padroni per stare al servizio di chi invece questa società la
subisce e la combatte. Chiunque sia convinto del contrario evidentemente non
vive sulla propria pelle ogni giorno gli attuali livelli di sfruttamento e controllo
con cui gli Stati ed il Capitale schiavizzano un intero pianeta; i borghesi
e i politicanti quando parlano di questo, lo fanno esclusivamente a loro uso
e consumo, di partito o meno che sia.
Noi diciamo che un percorso di liberazione della società debba necessariamente
passare per l’abbattimento del Capitale, dei suoi strumenti (in primo
luogo gli Stati), e di tutte le sue molteplici forme di oppressione e sfruttamento,
a partire dal lavoro salariato per arrivare fino al carcere.
Anche per questo saremo presenti a Roma il 4 ottobre in occasione del meeting
che vedrà la formalizzazione del processo di “costituzione europea”.
Convinti che la lotta contro l’esistente cominci innanzi tutto dalla lotta
contro i padroni di casa nostra, quelli del blocco imperialista europeo.
Fuori dalla spettacolarità della contestazione concertata, attraverso
l’unico vero percorso possibile: quello di classe.
Comitato cittadino contro il carcere e la repressione sociale - Viterbo
Info: autorganizzati-vt@libero.it
Fonte: resoconto della mobilitazione in occasione del Vertice dei Ministri delle Telecomunicazioni dell'Unione Europea il 4 settembre 2003 a Viterbo